L’amministrazione di sostegno è uno strumento fondamentale per proteggere chi vive un momento di fragilità. Ma cosa succede se il beneficiario decide di lasciare parte della sua eredità proprio alla persona che lo assiste? La risposta non è scontata e dipende da chi è l’amministratore e da quali poteri esercita.
1. La regola d’oro: Parenti e Conviventi sono al sicuro
Il Codice Civile (Art. 411) è molto chiaro su un punto: se l’amministratore di sostegno è un familiare stretto o una persona con cui si condivide la vita, il testamento è pienamente valido.
Nello specifico, non ci sono problemi se l’AdS è:
Un parente entro il quarto grado (figli, nipoti, fratelli, cugini diretti).
Il coniuge o la parte dell’unione civile.
Il convivente stabile.
In questi casi, la legge presume che il gesto sia dettato dall’affetto e non da una manipolazione del ruolo.
2. Cosa succede se l’amministratore è un “estraneo”?
Il dubbio sorge quando l’amministratore è un terzo (ad esempio un avvocato o un amico non parente). Per anni si è discusso se si dovesse applicare il divieto previsto per il tutore (Art. 596 c.c.), che rende nulle le donazioni o i testamenti fatti a suo favore.
A differenza del tutore, che sostituisce completamente l’interdetto, l’AdS è una figura flessibile. Per capire se il testamento è valido, bisogna distinguere tra due situazioni:
Amministrazione di mera assistenza: Se il beneficiario conserva una buona autonomia e l’AdS lo aiuta solo in alcune operazioni, il testatore è libero di lasciargli i propri beni.
Amministrazione sostitutiva: Se l’AdS ha poteri simili a quelli di un tutore (decide quasi tutto al posto del beneficiario), allora si applica il divieto e il testamento potrebbe essere dichiarato nullo.
4. Il requisito fondamentale: la capacità di intendere e volere
Al di là del ruolo dell’amministratore, resta un pilastro del diritto successorio: il testatore, nel momento in cui scrive il testamento, deve essere capace di intendere e di volere. Se l’amministrazione di sostegno è stata aperta per una fragilità fisica ma la mente è lucida, il testamento è valido. Se invece la patologia compromette la capacità di autodeterminarsi, l’atto può essere impugnato.
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Come abbiamo visto, la validità di una disposizione in favore dell’amministratore di sostegno non è mai scontata e dipende da dettagli tecnici fondamentali. Se vuoi evitare futuri contenziosi o hai dubbi sulla regolarità di un atto, siamo qui per aiutarti. [
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